mercoledì 20 marzo 2013

L’impari lotta.



La “sinistra Italiana” ancorché inesistente gioisce ed esulta unitamente al coro dei media, per  una “svolta”   per l’elezione alla di Laura Boldrini e di Piero Grasso rispettivamente alla presidenza della camera dei deputati e al Senato della Repubblica.  Il lavoro incessante e manipolatorio dei media  accomuna l’elezione del nuovo Papa Francesco (non si dica Francesco I, fanno sapere dal Vaticano) al secolo Jorge Mario Bergoglio, a quello dei presidenti dei due rami del parlamento Italiano, per far passare il messaggio per cui, sono diventate potenti persone nuove in grado di segnare una forte discontinuità col passato. Insomma c’è aria più pulita nelle stanze dei “bottoni”. Il dramma è che questo messaggio passa e convince alla grande, ma quanto sia vero è cosa tutta da vedere. In realtà si tratta del gioco psicologico funzionale in questo momento di crisi e al tempo stesso di asfissia della democrazia. In assenza di vere regole democratiche a presidio della vita pubblica,  si supplisce con l’inganno, dando cioè la sensazione che tutti, ossia le persone comuni, quelle che almeno all’apparenza non fanno parte di consorterie varie e i partiti rientrano tra questi, nella convinzione generale, possano raggiungere posizioni di potere.  Un tempo  quando  i partiti generavano senso di appartenenza, le persone al potere e si valutavano appunto in base all’appartenenza ai partiti medesimi. Insomma era un po’ più complicato. La presidenza di Nilde Iotti , senza nulla togliere niente al valore effettivo della persona, donna della Resistenza,  suscitò clamore perché era del  PCI ed era stata l’amante di Togliatti sposato con altra signora, e i cambiamenti si percepivano a seconda dei partiti a cui i neoeletti appartenevano. Oggi è più semplice, basta guardare al curriculum; certo se una persona viene incaricata di compiti istituzionali e entra a far parte delle istituzioni, per così dire dalla cd  “società civile”, invece che dalla burocrazia di partito, vi è la percezione di una persona più adatta all’incarico.  Insomma funziona meglio la porta di servizio invece dell’ingresso principale, perché vi è la sensazione di poter entrare tutti e ciascuno di noi.  Solo che Piero Grasso non è esattamente uno di noi, è un giudice giunto all’apice della sua carriera grazie a provvedimenti legislativi specifici voluti dal governo Berlusconi, ma tutto ciò nell’ubriacatura del momento non conta niente. Non c’è verso ovviamente di far intendere quanto sia ingannevole e mistificatorio tutto ciò.   Certo sui media si trova di tutto, solo che bisogna cercarle le notizie o avere amici che le cercano e le segnalano. A Raffaele Licinio devo la notizia  presa da TGcom24 di mediaset, fonte insospettabile quindi,  riguardante le polemica su Bergoglio e i sui pronunciamenti politici sessisti contro l’attuale presidente dell’Argentina de Kirchner Cristina Fernandez: Le donne sono naturalmente inadatte per compiti politici. L'ordine naturale ed i fatti ci insegnano che l'uomo è un uomo politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che le donne da sempre supportano il pensare e il creare dell'uomo, ma niente più di questo". In assoluta coerenza politica e ideologica vi è poi l’altra polemica che riguarda Bergoglio, ed la ancor più triste vicenda dei suoi  rapporti con la dittatura militare argentina. Se parla poco sui media e solo per  minimizzare e smussare la polemica giusta di Horacio Verbitsky giornalista argentino che documenta in modo  sostanzialmente non confutato, nel senso che nessuno smentisce la veridicità dei documenti che pone a fondamento delle sue tesi,  che riguardano in generale la collusione della chiesa con la dittatura dei generali argentini che lanciavano dagli aerei ad alta quota gli oppositori. Questa collusione vorrebbe essere smentita dall’intervento di Bergoglio, pure avvenuto, a favore di  Ferencs Jalics e Orlando Yorio due gesuiti aderenti alla cd “telogia della liberazione”  che furono arrestati e torturati per tre anni. Ora solo Jialics è vivente. Ma il quadro generale resta perché l’arresto dei due gesuiti fu il seguito di un intervento censorio  del vescovo Bergoglio che fu obiettivamente una sorta di via libera all’arresto.  Ma sui media passa l’esultanza generale per il nuovo Papa Francesco che porterà un anello d’argento invece del più tradizionale anello d’oro. Vedremo poi se acconsentirà a far pagare l’Imu alle proprietà della Chiesa e se abolirà  lo IOR, uniche misure coerenti con l’immagine che si vuol dare di una Chiesa finalmente povera. Per dire  di quanto grave sia questo modo di funzionare dei masmedia nelle cd “democrazie occidentali” segnalo la notizia presa da RaiNews24 di oggi che rivela che gli americani, stando ai sondaggi sono convinti del fatto che “ A dieci anni dall'inizio della guerra in Iraq il 59% degli americani è convinto che infilarsi in quell'avventura, inviando i proprio militari, fu "una idiozia". Lo rivela un sondaggio condotto da Cnn ed Orc International poll, da cui emerge come la gran maggioranza degli intervistati pensa di essere stata ingannata dall'ex presidente George W.Bush che parlò di armi di distruzione di massa in mano all'ex dittatore Saddam Houssein”.  
Tuttavia nessuno riflette seriamente sui costi di quell’intervento e sulle modalità con cui lo si è voluto giustificare nell’opinione pubblica, né sulle garanzie volte a prevenire il ripetersi di eventi della stessa natura, che pure sono in corso. Insomma siamo manipolabili in grado estremo e pare che pochi se ne accorgano. Né si riflette che la guerra in Iraq dura ancora senza che vi sia una sufficiente illuminazione dei media sui reali termini del conflitto, atteso che vengono riportati con evidenza solo  i sanguinosi attentati effettuati su insiemi inermi di persone con autobombe. Per tornare alle vicende nostrane trovo davvero stucchevole la campagna contro Grillo messa in atto dalla “sinistra che non c’è”.  Sia chiaro non sono un militante di M5stelle, che trovo ambiguo come lo sono tutte le organizzazioni di ceto medio partorite dalla crisi. Particolare rilevanza annetto alla notizia letta su “Il Fatto Quotidiano” di giovedì 14 a pag. 11 con un art. di Paola Zanca in cui si dà conto dell’intervento dell’ambasciatore Usa in Italia David Thorne a sostegno del M5stelle, nel corso di una visita al liceo “Visconti” di Roma. Lo stesso articolo dà conto dei rapporti datati tra ambasciata Usa e M5stelle, sin dal successo alle elezioni al comune di Parma. Questo per dire che il movimento di Grillo code di una sorta di “certificazione di democrazia”   verosimilmente voluta da questa amministrazione statunitense evidentemente seccata nei confronti di Berlusconi, e verosimilmente, seccata anche dell’accondiscendenza del Pd nei confronti dello stesso. In tutta questa vicenda della politica nostrana , il vero motivo del contendere è proprio il destino del “cavaliere”  . M5stelle dice di votare in aula per l’ineleggibilità di Berlusconi   sulla base di una vecchia e chiara legge del ’57 sempre disattesa negli ultimi decenni anche dalle maggioranze di centrosinistra, ovvero di una parte maggioritaria di quella  sinistra che non c’è, giusto l’appello di MicroMega che protesta anche con i neoeletti presidenti delle due camere ,per il silenzio dei media sulla raccolta di firme che, in via esclusivamente telematica ha raccolto oltre 200.000 firme in poche  settimane. Ma a tal proposito il Pd blatera di proposte di legge sul conflitto di interesse, il cui testo ignoro, ma per quel che m’è parso di capire non è incentrato sul problema Berlusconi, che in fatto di conflitti di interesse ha sicuramente un inarrivabile primato, e soprattutto, è sicuramente l’alibi per ignorare ancora una volta la legge 361 del 1957 che recita all’art. 10 “Non sono eleggibili inoltre:  1) coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l'obbligo di adempimenti specifici, l'osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta; ” . So bene che la disquisizione è lunga sull’applicabilità della legge citata a Berlusconi per via di escamotage messi in atto dallo stesso Berlusconi che usa paraventi vari a partire dai figli, ma la sostanza non cambia. Questa storia è la cartina di tornasole che verifica l’effettiva volontà del Pd di  stroncare definitivamente la riproposizione di “governissimi” voluti sempre dal Pdl per sottrarre il suo capo dalla serie di processi in cui figura come imputato. La seconda repubblica ha vissuto all’insegna di Berlusconi, ed è stata  una  sciagura del tutto paragonabile al ventennio fascista, anzi sotto taluni profili di welfare anche peggio. Vediamo se questa volta si gira pagina.

martedì 5 marzo 2013

Elezioni, Grillo e le dimissioni di Ratzinger



Potrebbe essere finita finalmente con le elezioni di febbraio, la campagna elettorale e invece dura ancora.  E sul perché di questa affermazione tornerò più avanti. Intanto va detto che questa campagna, prima delle elezioni era francamente allucinante; infatti come ogni campagna,  è stata regolata dalle leggi della domanda e dell’offerta, ovviamente politica, campagna, dentro cui tutto è stato possibile, perfino il cimentarsi nell’acquisto palese e generalizzato di voti con lo strumento comodo del “pagherò” , e in cui, per di più, si  sono cimentati, spiace dirlo, autentici “parvenu” di sinistra, che hanno partecipato, legittimandolo,  ad un gioco davvero truffaldino, e dall’esito prevedibile, per scopi comunque irrealizzabili, salvo a intendere come finalità nobile, la conquista di un seggiolino in parlamento di alcuni personaggi di infima levatura politica, di cui non serve neppure ripetere i nomi per stendere un velo pietoso su quel che pretendeva di  essere una sinistra autentica in Italia.   Questa campagna, inoltre,  è stata ravvivata da inchieste della magistratura che segnalano, in modo quasi incessante, problemi di fondo delle nostre istituzioni, incapaci di ridimensionare corruzione e mafie che, in modo conclamato incontestabilmente, costituiscono una parte assolutamente costitutiva della crisi italiana, da cui è inutile pensare di venir fuori  senza prima provvedere a porvi rimedio.  Ci sono state inoltre le dimissioni  del Papa che hanno il merito, se non altro, di introdurre un elemento di realtà, un fatto di importanza per nulla trascurabile che incide sugli assetti di potere in Italia quasi  quanto,  esagerando solo un po’, le elezioni medesime, essendo la Città del Vaticano, un luogo dove risiede una parte non secondaria di quel potere reale e parzialmente occulto  che gestisce il potere in Italia. La “liturgia” tradizionale della chiesa cattolica eleva la figura del Papa alla dignità di un vicario di Cristo in terra, si usa dire e va in buona sostanza anche oltre il ruolo di mediazione tra cielo e terra, perché si arroga il diritto di pronunciarsi definitivamente sulla configurazione del paradiso, ammesso che esista. In realtà si vorrebbe che fosse quasi il padrone  assoluto del cielo e della terra.  Fa e disfa le santità, decide ciò che è peccato e ciò che non lo è. E’ una figura senza riscontro in altre religioni. La teoria prevede che dunque è lo spirito santo che muove i suoi passi e le sue parole; le sofferenze fisiche non toccano il suo alto magistero.  Ora si badi bene al fatto  tutte queste teorie sono state  fatte proprie da Ratzinger in diverse occasioni  a cominciare dalle lunghe agonie dei suoi ultimi predecessori. Ed ora invece si dimette  o ..quasi. Infatti Ratzinger dimettendosi assicura che “non scenderà dalla croce” parafrasando una espressione del suo predecessore  che così rispondeva a chi gli domandava il perché delle sue mancate dimissioni in funzione delle ormai estreme condizioni di salute. Quindi Ratzinger non scende dalla croce, e per far bene intendere il senso delle sue parole al momento del suo abbandono del soglio pontificio, si invola platealmente in elicottero verso Castel Gandolfo, residenza estiva dei Papi, che come tale gode del privilegio dell’extraterritorialità se ben ricordo. Il castello del Papa, inoltre gode,  di  una vista panoramica meravigliosa selle vallate sottostanti e sulle acque del lago omonimo. Conosco bene il sito  non solo per visite turistiche, ma soprattutto  perché  il lago è una delle sedi di  gare di canoa anche di livello in Italia, ed è sede della Federazione Italiana Canoa Kajak e alcune di queste gare in passato hanno visto primeggiare i miei figli. Comunque l’argomento delle dimissioni del Papa ha mobilitato i media in misura davvero larghissima, è stato detto di tutto; vi sono articoli su giornali che manco a dirlo hanno trattato l’argomento con dovizia di particolari, informandoci così che Papa Ratzinger dopo il riposo di Castel Gandolfo raggiungerà la nuova abitazione che è collocata in un monastero comunque nella mura vaticane.  Tutto ciò se il linguaggio postmoderno è essenzialmente non verbale, sta a significare che queste dimissioni sono formali. Ben inteso in questi casi la forma è quasi tutto, ma ciò non toglie che la chiesa cattolica avrà d’ora in poi due Papi, uno emerito che continuerà a chiamarsi Benedetto XVI,  ed un altro che dovrà essere eletto, il quale non potrà prescindere dal dato inedito di dover vivere a pochi passi dal suo predecessore.  In altri termini dovrà essere o una sua emanazione o un suo antagonista; una terza possibilità non è data.  Come tutti hanno potuto constatare,  l’avvenimento ha riempito pagine e pagine di giornali oltre ai canali della televisione, e continuerà verosimilmente a farlo ancora a lungo.  In Italia la notizia delle dimissioni del Papa  è stata accolta da tutti i media con estrema deferenza pur non celando i possibili retroscena delle dimissioni medesime, che manco a dirlo sono popolate da notizie di scontri con la curia  a causa di due problemi essenziali; il primo attiene alla  gestione dello  I.O.R . ossia Istituto delle Opere Pie, una quasi banca, perché giuridicamente pare non sia una banca, e così si sottrae a tutti gli obblighi di legge che gravano invece sulle banche “normali”,  tant’è che recentemente la Banca d’Italia, è tutto dire, si è accorta dopo anni di questa anomalia ed ha interdetto l’uso dei bancomat e carte di credito in Vaticano. Va detto che lo I.O.R non gode della buona fama legata effettivamente  ad opere pie nel senso pieno dl termine,  ma a  fatti assai poco commendevoli. I primi  che le hanno dato notorietà in cronaca, risalgono se ben ricordo alle inchieste per l’omicidio di Roberto Calvi, trovato sempre se la memoria non mi inganna, penzoloni sotto il ponte dei Frati Neri sul Tamigi a Londra ormai decenni addietro. Più recentemente lo I.O.R. viene associato a fatti di sospetto  riciclaggio.   “Il Fatto Quotidiano” per ovvi motivi, in un articolo di Marco Lillo pubblicato a pag. tre del numero in edicola martedì 12 febbraio,    osa ricordare,  a buona misura, in relazione alle dimissioni di Ratzinger citando un documento vaticano, che “ Durante i colloqui in Cina, il cardinale Paolo Romeo ha profetizzato la morte di Papa Benedetto XVI entro i prossimi 12 mesi (dicembre 2011). ”  Il documento da cui il giornale trae la citazione è ovviamente contestato sotto ogni profilo, ma non nella sua autenticità in quanto documento di origine vaticana, insomma, non una invenzione del giornale che lo ha pubblicato. Ora lungi dal voler attribuire intenzioni omicide al Cardinale Romeo arcivescovo di Palermo, resta il fatto che tale documento sia grave e vada contestualizzato in un clima di scandali di ogni genere, elencati da molti giornali, che caratterizzano il momento del vaticano medesimo, degli attacchi a Ratzinger attraverso tutti gli strumenti fino alla divulgazione di carte segrete che consentono la documentata pubblicazione degli ormai famosi  libri in serie  di Gianluigi Nuzzi sui segreti del  Vaticano .  Il nocciolo della crisi della chiesa cattolica, e per questa via la collego alla crisi italiana, sta, secondo me, nella contraddizione fra due fatti: da un lato la crescente secolarizzazione della società italiana, insieme al  particolare declino economico del Paese, e dall’altro una struttura curiale che trae potere proprio dalla situazione italiana, mentre in Vaticano si affacciano prelati stranieri con importanza crescente. Non a caso abbiamo avuto due pontefici di seguito che non sono italiani, cosa che non avveniva da secoli. Certo questi contrasti ormai non hanno più neppure la maschera di contrasti di fede come nell’antichità,  o politici come avveniva sino al Concilio Vaticano II. Messa da parte la cd “teologia della liberazione”  tra silenzi imposti e qualche omicidio eccellente come quello del cardinale Óscar Arnulfo Romero y Galdámez  ucciso in S. Salvador mentre celebrava messa il 24 marzo del 1980,  verosimilmente da un assassino che forse appartiene a organizzazioni sovvenzionate anche tramite lo I.O.R. medesimo  poi dimenticato da tutti a cominciare dai papi che si sono succeduti nel frattempo, l’orientamento politico dei cardinali pare omogeneo. I contrasti, a quel che si legge, pare siano legati alla accondiscendenza o meno a fatti di pedofilia a carico di sacerdoti. Credo che da questa crisi il Vaticano non possa più riprendersi, e che un contributo “laico” e positivo, sarebbe la cessazione dell’esistenza  di uno stato Vaticano, per separare nettamente questioni religiose  da questioni più venali. Sarebbe ora che si abrogasse il concordato, cosa priva di senso e che nulla ha a che fare con la libertà di religione, al contrario resta un fatto discriminante rispetto ad altre religioni, salvo a moltiplicare concordati, cosa che a me pare orribile, soprattutto se si ricalcano quelli con Chiesa cattolica, cui è concesso di fatto, tra l’altro, di immettere in ruolo   docenti nella  scuola pubblica. Ora comunque staremo a vedere perché la partita tra le mura di S. Pietro non è affatto chiusa, anzi pare che debba ancora cominciare. Così come, e qui vengo ad altre noti dolenti, si sta avvitando su se stessa in modo sempre più plateale e vistoso, la crisi italiana. L’esito di questa tornata elettorale, che pare non finire mai, ha dimostrato tante cose, e tra le tante, appare evidente l’incapacità ormai strutturale  del Pd di andare oltre un sostanziale pareggio tra Pdl.  Confesso che la cosa mi pare perfino sospetta, non è la prima volta infatti che dalle urne esce un risultato del tutto diverso, ai danni del Pd, da quelli pronosticati da quasi tutti i sondaggisti, dagli exit –pool e diavolerie del genere. Come diceva Andreotti : a pensar male si fa peccato ma si indovina sempre. In ogni caso, sia che il risultato sia onesto o truffaldino, poco cambia nella sostanza politica delle cose. Il Pd, pure nel caso di un risultato veritiero, dimostra in modo credo ormai irreversibile la sua incapacità a vincere  elezioni politiche. I suoi gruppi dirigenti non sono  sicuramente in grado di leggere la situazione italiana, sempre alla ricerca dell’alleanza con un mitico centro che con tutta la buona volontà proprio non c’è perché è stato spazzato via da una crisi della cui drammaticità, il Pd medesimo sembra non voler cogliere tutte le sue implicazioni politiche, economiche, culturali e istituzionali. Anche perché esso medesimo vi ha contribuito non poco con le sue gravi scelte politiche, l’ultima delle quali è consistita nel sostegno al governo Monti e alle sue scelte davvero scellerate.  Il sistema  elettorale farraginoso e truffaldino oltre ogni decenza da solo è la negazione della democrazia oltre persino la legge Scelba,  oltre perfino la legge  Acerbo del 1924, anno II dell’era fascista, ma che proprio in queste elezioni ha dimostrato il suo portato, “golpista”. Infatti I cittadini hanno assegnato una maggioranza relativa di voti al movimento di Grillo, ma alla camera il Pd avrà un numero di parlamentari molto più alto, solo che  saranno parlamentari eletti da nessuno. Questa riflessione assai appropriata è venuta proprio dall’interno del Pd ad opera dell’ avv. Pellegrino di Lecce, che propone addirittura di restituire i seggi a Grillo, ma sinceramente vedo la cosa poco fattibile. Sarebbe assai più pratico chiedere a Napolitano di affidare,  coerentemente col responso numerico dei voti, non quello dei seggi,   l’incarico di affidare  il compito di formare il governo all’eligendo capogruppo di M5stelle,  sulla base di un programma di massima, breve, sostenuto dall’esterno dal Pd, che comporta la modifica della legge elettorale, la regolamentazione seria del conflitto di interesse: giusta la petizione di MicroMega, che invoca la cacciata di Berlusconi dal parlamento sulla base di una legge esistente che i parlamenti sin qui si sono rifiutati di applicare che prevede l’incompatibilità con incarichi elettivi da parte di chi detiene a qualsiasi titolo concessioni pubbliche come sono le frequenze televisive, e poi il ritorno al voto.   Il problema non è tattico, ma strategico, perché non si viene fuori da questa crisi se non si combatte la corruzione davvero, e se non si ritorna ad un clima di democrazia autentica in cui, come pure era in passato, il voto dei cittadini sia libero ed eguale tra loro. Si tratta di correggere l’enorme equivoco creatosi con la seconda repubblica,  che scambiando causa per effetto, attribuiva al sistema elettorale la difficoltà a governare, mentre essa era dovuto ad un ceto politico modesto, incapace e corrotto in misura comunque intollerabile, poco in sintonia col paese reale, illuso dal sogno americano che trapiantato in Italia si rivela un incubo,   per cui ha dato vita ad un sistema orribile come quello attuale, in nome della governabilità. Solo che come spesso accade nella vita di ciascuno e nella storia di tutti, la ciambella viene senza buco; infatti anche con questo sistema si giunti ad una situazione di stallo. Ma temo, questo stallo tanto sbandierato dai media non ci sarà. In fondo il Pd e  Pdl,  sono due facce della medesima medaglia , in questo Grillo ha ragione e anzi è il motivo di fondo del suo successo.  Ora sembra che tutto sia una sua trovata elettoralistica, ma invito a leggere numeri di MicroMega vecchi di decenni, per capire in modo circostanziato la verità di questa affermazione Infatti Il Pd non vuole cacciare Berlusconi, tutt’al più vuole cacciare Grillo. Ed è in questo che vedo la continuazione anche  in rete della campagna elettorale. Tutto il mondo della sinistra, anche quello che pareva il più critico nei confronti del Pd è seriamente impegnato in una campagna contro Grillo. E’ una lotta senza quartiere francamente degna di miglior causa.  In tutto questo leggo una crisi di una sinistra che ha perso le proprie coordinate di pensiero, che rinnega i suoi valori e la sua storia, parzialmente riproposta da Grillo che dice moltissime cose di sinistra, altre assai meno, ma resta il fatto che la sinistra non riconosce come sue le cose che gli sono appartenute, respinte nell’oblio della storia in modo forzoso e manipolatorio, che oggi riemergono in forme diverse e assai discutibili certo,  ma la situazione non potrà risolversi se non a partire dal riconoscimento di questi contenuti.  Il popolo di sinistra, in Italia,   non sa più organizzare efficacemente la solidarietà  con gli operai, che fabbrica per fabbrica perdono il posto di lavoro.  Neppure la Fiom riesce a capire che il sindacato deve organizzarsi su base aziendale prima ancora che nazionali. Una volta, per esempio,  si poteva perfino indire uno sciopero del gruppo Fiat, per la semplice ragione che le fabbriche della Fiat erano in Italia. Oggi per indire uno sciopero simile bisogna radicarsi nelle fabbriche di svariate parti di mondo. Non affrontare il problema, non accettare questa “sfida” si usa dire,  equivale alla condanna ad una sconfitta certa. Invece il popolo della sinistra continua a sostenere Bersani e, coperto da questo fuorviante senso di appartenenza, consuma la sua crisi. E’ inutile girarci attorno, la seconda repubblica è finita , come è finito il tentativo di imporre il bipartitismo finto in Italia, con leggi elettorali di cui ho già detto. Questo è un aspetto positivo del successo di Grillo che conviene capitalizzare  e invece si tenta di buttar via il bambino con l’acqua sporca.  Io non credo affatto che Grillo sia la soluzione di un qualche problema serio, ma è l’espressione relativamente genuina di una crisi. Il successo è legato alla sua capacità di dar ad intendere che le persone, individualmente prese, contino di più. E’ lo stesso meccanismo che goffamente Il Pd cerca di innestare con la farsa delle primarie.  Grillo si è dimostrato più bravo di Bersani e Berlusconi allo loro stesso gioco e bisogna che il popolo della sinistra si rassegni, la partita è persa.  Se invece  continuerà a sostenere Bersani nel suo davvero goffo tentativo di “normalizzare” Grillo  con le pratiche manipolatorie, come quelle in atto, niente di buono si profila all’orizzonte.  La governabilità o c’è o non c’è, bisogna smetterla di ricercarla per vie surrettizie. Il programma di Grillo esclude governi di coalizione, lo ha detto prima dell’esito ed ora non gli si può chiedere di smentire sé stesso di fronte ai propri elettori in nome di una governabilità senza contenuti. Che sia chiaro non ho votato Grillo ma non avevo bisogno di lui per pensare che c’è un malcostume  politico che comporta come fatto normale di fare un discorso prima del voto e un’ altro dopo, così come siamo colpevolmente abituati. Invece c’è tutto un proliferare di blogger che oltre ogni senso di realtà gli tira insulti o analisi culturalmente sofisticate per dire che Grillo e Casaleggio sono nemici  un nemico della democrazia. Per certi aspetti lo credo anch’io, ma a differenza di altri non scorgo  amici più autentici.  Il problema con cui la sinistra ha smesso da decenni di cimentarsi è quello che una volta, tanto tempo fa si chiamava “sistema”.  Un Insieme di cose, dal mondo dell’economia a quello della politica, a quello del costume e della religione  sono interconnesse e fanno appunto “sistema” . Inseguire in nome di un apparente senso di realismo i problemi uno per volta senza cogliere appunto le interfacce come si usa dire oggi, significa scavare buchi nell’acqua e regredire sotto ogni profilo, esattamente come sta accadendo da decenni a questa parte.  

sabato 26 gennaio 2013

Discutendo di democrazia.



 Scrive Antonio Padellaro su il Fatto Quotidiano del 6 gennaio  del 2013 “… è tutta la politica- intrattenimento a debordare incontenibile da ogni angolo televisivo. Ma in fin dei conti è più normale un comico di professione che strappa una risata o Bersani che imita Crozza che imita Bersani? Rassegniamoci: la politica è un format con un preciso apparato di regole, come il Grande Fratello o X Factor. Solo che il vincitore non andrà a Sanremo ma a palazzo Chigi. Attori di una fiction collaudata, i leader di partito interpretano ruoli ben truccati, disegnati e sceneggiati da esperti ghost vriter  mentre con gli autori di fiducia essi provano e riprovano le battute quelle che fanno titolo su giornali e tg” Il titolo del pezzo era, manco a dirlo, “Guida alle elezioni. Per non farci prendere in giro.” Mi piace a volte citare chi scrive per mestiere, e che sicuramente scrive meglio di me,  per dire cose che, appunto,  non saprei dire meglio. Il problema è serio perché il livello di manipolabilità dell’elettorato italiano è giunto a livelli davvero preoccupanti. Berlusconi attacca Monti come se fosse il suo peggior nemico eppure aveva, nel parlamento appena licenziato, tale maggioranza da condizionare pesantemente sino alle dimissioni se avesse adottato provvedimenti non condivisi, cosa che poi ha fatto  solo per dare avvio alla drammatica sceneggiata cui siamo costretti ad assistere. Infatti  la legislatura è praticamente conclusa, e con questo presunto anticipo si è consentito a Napolitano di vanificare la raccolta di firme per il referendum abrogativo delle leggi iperliberiste in materia di lavoro subordinato, tra Sacconi e Fornero. Cosa analoga fa Bersani che, come mi è successo di dire in altri post,   adotta lo schema di fare campagne elettorali di sinistra per attuare  linee di governo liberiste.  Il gioco si spinge fino a fargli avanzare riserve sulle spese assurde per acquistare dagli Usa i famigerati  F35, aerei da combattimento che ,a quel che si legge sui giornali di maggior diffusione ,soffrono la pioggia. Aerei acquistati col suo voto favorevole neppure troppo tempo addietro.  Promette maggiore equità sociale senza spiegare, credibilmente, il perché del sostegno al governo Monti invece di elezioni anticipate, sostegno che ha consentito la peggiore politica sociale ed economica mai subita dal paese, in omaggio conclamato ad iniziative meramente speculative delle grandi banche sul debito pubblico italiano e non solo. Proprio oggi leggevo su Fb che Monti possa essere in prima persona il promotore dell’ondata speculativa sul debito pubblico italiano che ha dato l’impulso primario all’allarme spraed in seguito al quale Monti è diventato Presidente del Consiglio. E tuttavia tale notizia aggiunge  poco al quadro politico economico, perché in ogni caso non è credibile che abbia preso tale decisione in perfetta solitudine.  Il salvataggio dell’Italia sull’orlo del baratro, o l’impellente necessità di  archiviare Berlusconi nel caso fosse stato ancora in grado di racimolare una maggioranza per ogni provvedimento, fanno parte del teatro dell’assurdo, come assurdo e surreale è il clima televisivo in cui è possibile raccontare queste bugie senza tema di smentita.   Il tutto fa parte, come giustamente diceva Padellaro di una commedia studiata a tavolino. Il problema è che sono sceneggiati che non vanno in onda per la prima volta, ragion per cui è ragionevole attendersi che l’elettorato sia ormai scottato dalle precedenti esperienze. 
E, in effetti, con il fenomeno denominato “antipolitica” che ha designato un campo dominato in prevalenza dal fenomeno Grillo, sembrava che una parte assai consistente  dell’elettorato italiano avesse, per così dire, “mangiato la foglia”. Il fenomeno è regredito non solo per il limiti insiti nell’operazione 5 Stelle che è stato il prodotto di tale clima, ma anche e soprattutto per l’insistente battage che il Pd, Vendola anche, e tutto il popolo di sinistra ha insistentemente condotto contro Grillo, e questo nonostante in Sicilia la giunta di sinistra sia minoritaria, dipendente quindi dai voti di Grillo o del centrodestra. Ma la svolta assolutamente decisiva, che ha riabilitato il senso di “politica” ossia il politichese deteriore, è stata determinata dalle primarie del Pd- centrosinistra.  Vendola, purtroppo, ha retto il gioco, determinando così la fine di quella sorta di protagonismo nella vita politica italiana che lo ha caratterizzato per qualche tempo. Il problema è che l’idea, si badi bene, solo l’idea delle primarie, è piaciuta agli italiani. Con queste si è generato la grande bufala per cui  i cittadini, estromessi dalla possibilità di “contare” nelle istituzioni, per non poter esprimere candidati nelle elezioni autentiche, riacquistano tale diritto attraverso le primarie. E’ bastata la semplice possibilità di votare alle primarie per riaccreditare il sistema politico agli occhi degli elettori, o di buona parte di essi, o di quelli rappresentati come la maggioranza dai sondaggisti. Renzi  poi è scomparso dalla scena, e col senno di poi, mi vien da credere che abbia lavorato solo per la patria, ossia Pd + PdL insieme. Quelle del Pd sono state finte primarie, dall’esito scontato in funzione delle scelte dell’apparato mediatico combinato ad una partecipazione minoritaria dei potenziali elettori , salvo poi a far gridare al successo tutto l’apparato mediatico nel suo insieme senza distinzione di sorta. E’ tale unanimismo mediatico su un risultato oggettivamente modesto che svela il trucco. Nessun giornale berlusconiano, quelli sempre “contro” sempre in polemica con “la sinistra” perfino se si discute di aria fritta, ha sottolineato la modestia dei due milioni di votanti alle primarie del Pd-centrosinistra, su un potenziale che si potrebbe aggirare  come minimo, sui dodici milioni circa di elettori di centrosinistra. La sceneggiata si è spinta sino a far credere agli elettori di centrodestra che ci sarebbero state delle primarie anche per loro. In un paese serio tale annuncio sarebbe stato accolto con una grandissima manifestazione corale di insofferenza per l’immensità della sciocchezza. Infatti Berlusconi è sceso in campo solo dopo che, dal punto di vista del consenso generale, si è ripristinata la legittimazione della “politica”, essendo egli, giustamente, il principale capro espiatorio  per le malefatte della stessa “politica”. La gente di sinistra, dando prova di scarsa coerenza, ha poi preferito addossare alla trasmissione di Santoro di “Servizio Pubblico” andata in onda con la presenza di Berlusconi il 12 gennaio, la  rimonta del medesimo Berlusconi nei sondaggi, salvo poi a verificare che i sondaggi pubblicati dopo la trasmissione erano basati su rilevamenti fatti prima della trasmissione stessa. In quella circostanza si è voluto ipotizzare uno scontro tra Santoro e Berlusconi, che non ci poteva essere avendo i due ruoli diversi da recitare sul palcoscenico. Invece si voluto dare parvenza di verità ad una situazione impossibile da proporsi, perché nella circostanza di quella fortunata trasmissione gli obiettivi dei due personaggi erano assai diversi, e tra i due Santoro ha realizzato i suoi in termini di ascolti ,più di quanto non lo abbia fatto Berlusconi che cercava una rimonta che a tutt’oggi non è avvenuta se non in piccola parte.  Inoltre è stato Berlusconi, con l’assenso più o meno tacito del Pd a cacciare Santoro dalla Rai, con l’idea che non potesse più fare televisione. Invece Santoro è rimasto in campo e si è tolta la soddisfazione di vedere Berlusconi che tornava da lui per avere la visibilità di cui sentiva il bisogno in quella circostanza. Inoltre Ruotolo è in lista con Rivoluzione Civile di Ingroia facendo così di quella trasmissione il più forte insediamento mediatico di quella formazione. Detto questo bisogna rilevare la notizia pubblicata da “Il Fatto Quotidiano” del 21 Gennaio,  in prima pagina, con una titolazione importante, “ DERIVATI, ABBUFFATA DELLE BANCHE”  cui segue l’art. di Filippo Barone. La notizia è di quelle buone per cui la Regione Puglia, per l’impegno di Nichi Vendola ha strappato 870 milioni di euro nientemeno che alla Merrill Lynch, che si è obbligata a non rifilare più titoli tossici alla Regione Puglia., come ha fatto in passato e come fa con Comuni, Regioni e Province, oltre, naturalmente lo Stato.  Ecco questa è una cosa seria di cui si dovrebbe parlare molto ma non se ne parla affatto. Se vivessimo in un sistema mediatico corretto, non asservito, questa notizia avrebbe fatto il giro di tutte le redazioni, con servizi e interviste ai protagonisti di una vicenda complessa, che ha per protagonisti oltre a Vendola, giudici delle procure di Bari e Milano, oltre ai diversi legali. Invece tutto tace, tranne,appunto “Il fatto Quotidiano”. Il vero tema sul tappeto di questa campagna elettorale che dovrebbe essere esplicitato, è la massa di denaro che dovremo pagare alle banche truffaldine in conto interesse per il nostro debito pubblico, debito che non accenna a diminuire nonostante i tagli. Nessuno dice quanto sia strumentale tutta questa faccenda. Non vi è nulla di obiettivo, nulla di credibile, solo che in questa campagna elettorale tutti parlano d’altro, fanno promesse che non hanno intenzione di mantenere come sempre, avanzano teorie bislacche su questo e su quello, insomma si vende fumo. Al contrario è assai credibile Salvatore Settis che a pag. 24, de “La Repubblica”  di martedì 22 Gennaio scrive “QUEI SABOTATORI DELLA COSTITUZIONE” adombrando il pericolo di modifiche sostanziali della costituzione in senso liberista, tradendo lo spirito originario, anche nella prossima  legislatura come  si è già cominciato a fare, dando fondato seguito  alla sensazione che già mi pervade, per cui molte cose sono già scritte, comunque vadano queste elezioni.  Il dato obiettivo è che in questa crisi a spirale che ci affligge, ogni forza politica ha, come obiettivo di queste elezioni, il raggiungimento di scopi assai parziali, e se e quanto questi obiettivi collimino con l’interesse generale del paese, è cosa di là da vedersi. Le destre di Berlusconi e Monti, ad es. sanno di non poter vincere, e per questo il loro obiettivo è quello di ottenere al senato, grazie ad una legge elettorale assurda e inaccettabile, una situazione di stallo, in modo da condizionare il centrosinistra costringendolo a patti espliciti, e così Ingroia insegue la possibilità di poter essere, nella migliore delle ipotesi il controllore di quel numero di seggi che possa servire al centro sinistra per governare. Nessuno riflette che per questa via, con i ricatti in negativo, non si cambia nulla. Sullo scandalo della banca  del Monte dei Paschi di Siena, la più antica in attività, se ben ricordo, c’è poco di che stupirsi ma assai di che essere ripetitivi. Grillo ha ragione, la banca va nazionalizzata, e non solo essa. Il mito liberista del “privato è bello” si scontra da qualche secolo con la realtà dei fatti. La crisi purtroppo evidenzia e sottolinea il dato mascherato da una asfissiante propaganda in cui hanno creduto anche le forze di sinistra.  In questi giorni si sta consumando un dramma che mi coinvolge e che riguarda la crisi dell’En. A.I.P . che a quando pare chiude, e comunque ha cessato le attività, almeno al momento, lasciando senza lavoro, salvo miracoli sempre auspicati e attesi, diversi colleghi miei. Io sono divenuto un esodato, e il tema è sempre quello. Con questo sistema iniquo per cui si svolgono attività private, anche con scopo di lucro, solo e soltanto con denaro pubblico. So bene che il tema della Formazione Professionale in Puglia come in altre parti del Paese non gode   di buona fama, o per essere più precisi, c’è una convinzione diffusa che gli addetti alla formazione non lavorino granché, con l’aggravante della vulgata per cui il sistema è fondato esclusivamente sugli interessi degli addetti, selezionati con accentuati criteri clientelari. Tuttavia questa visione delle cose è fuorviante,  perché lo scambio incivile tra clientes e il dominus si risolve a vantaggio assai prevalente di quest’ultimo, a danno dell’intera società . In Puglia onestamente gli spazi per una formazione professionale autentica sono limitati, e ritenere che se ne possa fare comunque è davvero uno spreco di risorse. Il sistema tra le diverse contraddizioni, soffre essenzialmente di un carattere privatistico improprio che costringe lo stesso a produrre risultati obbiettivamente irraggiungibili. Solo il pubblico potrebbe consentire attività che, svincolate dall’assillo del profitto a tutti i costi, e commisurate alla bisogna, siano effettivamente produttive. Oltre a ciò il sistema soffre di una contraddizione tipica del postmoderno, ossia l’assoluta confusione tra formazione come socializzazione, come diritto di cittadinanza e formazione professionale intesa come avviamento ai lavori specifici. In realtà il lavoro non c’è, e si concepisce specie per l’obbligo formativo, una finta finalizzazione alla formazione lavorativa per ragazzi assai bisognosi, invece, di una formazione tout-court . C’ è una scuola di pensiero che sostiene la teoria per cui la presenza sul territorio di manodopera specializzata attiri investimenti. Il lato debole del ragionamento è che, nella migliore delle ipotesi, bisogna spendere risorse altrimenti fruibili con maggior beneficio per la collettività. Bisogna approntare la specializzazione di manodopera che, sempre nella migliore delle ipotesi, risulterà necessariamente eccedente il fabbisogno.  Questo in un contesto culturale che ha abrogato di fatto la psicopedagogia, col risultato di vedere docenti ingegnarsi sino all’inverosimile per proporre alle ragazze e ai ragazzi, temi di impegno scolastico che incroci il loro interesse. I successi non esistono o sono fittizi. In realtà ciò che conta è la qualità del rapporto umano e psicologico che si riesce ad instaurare con i ragazzi difficili, ma guai a dirlo. Una piccola consolazione mi rimane, insieme al danno economico assai rilevante che la vicenda mi arreca, e consiste nel ricevere telefonate da ragazzi che cercano consiglio a distanza di qualche anno, per i problemi che riscontrano nell’oggi, e sono ragazzi rifiutati dal sistema della scuola pubblica, ma che da me hanno accettato, senza protestare,  lezioni sulla Divina Commedia e sulla storia di Roma, argomenti generalmente considerati improponibili a quel tipo di allievo. Il corso era finalizzato alla mansione dell’Operatore Turistico,  l’ultimo corso effettivamente mio della mia carriera lavorativa. Il sistema non va perché gestito male. L’altro punto debole della teoria su esposta è che come mi è successo di verificare, è assai difficile motivare ragazzi in difficoltà di socializzazione, come amavo definirli in una trascorsa vita lavorativa, a impegnarsi per ottenere qualifiche professionali che non rientrano nel loro vissuto. Altra discorso è l’alta formazione. In Puglia ha avuto esiti positivi e questo è sicuramente un bene. Il fatto che  gli addetti non  lavorano, questo non risponde al vero, o comunque vi risponde in misura omogenea a qualsiasi categoria lavorativa di quello che una volta era il ceto medio.  Il danno consiste nel ritenere queste attività compatibili con la ricerca di profitto, ma non è così. Le attività umane sono sempre rivolte ad uno scopo, e pensare di far combaciare finalità diverse è una illusorio se si parla di attività relazionali. Soleva ripetere un mio caro amico e collega, : non si possono servire due padroni.. o dio o mammona.