Non è che mi riconosca in Vendola qualunque cosa faccia o dica, ma la recente polemica con Bersani mi entusiasma. Bersani non sa, o finge di non sapere, che il PD in questo momento vive un periodo favorevole per rendita di posizione, non per merito attivo del suo gruppo dirigente, di cui, a voler essere teneri, si può dire che sia malato di politichese, poco propenso a guardare la realtà dei fatti, che deve essere sempre e comunque rabberciata, manipolata, piegata alle esigenze della tattica della politica, ovvero di un malinteso senso della politica. Perché, se si vuol parlare seriamente di politica, allora bisogna dire che la Lega Nord, è un partito eversivo della carta costituzionale, che vuole l’Italia unita, con tutte le sue implicazioni. La Lega Nord è un partito intrinsecamente razzista, alla stregua del nazismo, e poco importa se le “razze inferiori” muoiono per il gas velenosi o per annegamento. L’importante che sino fuori delle palle. Il legame con il partito chiamato PDL, il partito delle lobby criminali, delle associazioni segrete, le stesse che si sono insediate stabilmente al governo dell’Italia per effetto del golpe, che comportò l’eliminazione fisica di coloro che non ci stavano, a partire da Moro, da Bachelet, dal generale Mino che indagava su alti prelati del Vaticano e la massoneria, e così via, è indissolubile. E’ da stupidi pensare che di modificarlo con qualche concessione, con qualche ammiccamento. Vendola non ha usato le mie espressioni, ma almeno ha detto che corteggiare la Lega è una cosa stupida a Bersani, che con il PD è impegnato nel gioco delle tre carte, per cui l’asso non è mai la carta che si è scoperto, è sempre altrove. Berlusconi si sta rivelando sempre più per quello che è sempre stato, ossia una controfigura, messa lì per i creduloni, che non sarebbero mai strati così tanti, se D’Alema e compagni, non lo avessero accreditato per un politico capace di intercettare la pancia del Paese, di essere un grande comunicatore, e via dicendo. Il livello della modalità di comunicazione sua e dei suoi sostenitori televisivi, è quello dei venditori porta a porta, che devono rifilare paccottiglie alle vecchiette sprovvedute, mai capaci di affrontare un serio contraddittorio, per cui serviva una schiera di giornalisti a libro paga. Berlusconi è bisognoso di assistenza in ogni momento della sua vita, da solo non è in grado di fare nulla di sensato. Senza l’appoggio di D’ Alema e Veltroni, Violante, Napolitano, Berlusconi sarebbe sempre apparso per quel che è : un signor nessuno, cui per ventura è stato affidato, in qualità di prestanome, un enorme capitale malavitoso. Ora Bersani, nell’ultima trasmissione di Anno Zero si è detto contrario alla defenestrazione di Santoro dalla RAI, ma non spiega perché la Lei che questa defenestrazione doveva fare, sia stata nominata direttore generale della Rai anche con i voti del PD. Per carità, in fondo la politica è politica, e Vendola non potrebbe dire queste cose pari pari, neppure se le pensasse, ma che non bisogna trattare con la Lega l’ha detto, ed è per questo che dico : W Vendola.
domenica 19 giugno 2011
martedì 14 giugno 2011
Esito referendario del 12 e 13 giugno 2011
Certamente, la botta è di quelle forti. Una maggioranza assoluta di italiani ha sconfitto Berlusconi. E’ indubbio. Come al solito, il colpo tuttavia non è immediatamente “mortale” per la pochezza dei quadri politici del centrosinistra. Bersani non ha mai creduto a questi referendum, e, tuttora la sua interpretazione sul concetto di dell’acqua come bene pubblico, indisponibile par operazioni di profitto, è tentennante, salvo ad appropriarsi del risultato. Di Pietro, credendo di fare una furbata tipica del politichese, afferma che questi referendum hanno un valore esclusivamente tecnico, sono “neutri” politicamente, senza stringenti implicazioni politiche per lo stesso Berlusconi. A proposito, ha ragione la Camusso, quando, ribadendo l’ovvio, ricorda che il Governo, ha fatto carte false per evitarli, alterando in modo truffaldino le norme sottoposte a rischio di abrogazione sul nucleare; ha mobilitato l’apparato di regime nell’informazione per non informare o disinformare sui referendum, ricorrendo perfino al servizio sulle previsioni del tempo in chiave astensionista. Del resto è impensabile che il successo nel referendum abrogativo, possa essere neutro per un governo che sicuramente, ha una strada più facile per cambiare una legge. E tuttavia il quesito sul cd “legittimo impedimento”, nega alla radice, qualsiasi possibilità di equivoco sulla portata antiberlusconiana del referendum. La memoria corta del politichese, non deve impedirci di ricordare, che l’assunto di fondo delle “teorie” berlusconiane, sulla giustizia, consistono sulla intangibilità della sua persona, in quanto eletto dal popolo. Di qui una campagna denigratoria vergognosa contro i giudici, che come per incanto è cessata a partire dalle elezioni amministrative di Milano, anche quelle invocate a sancire il principio della intangibilità del presidente del consiglio. E tuttavia, l’esito del quesito sul legittimo impedimento, ha una portata appunto “delegittimante” di Berlusconi, che non può essere, in nessun modo, nascosto o minimizzato. Per fortuna il tenore delle dichiarazioni di Vendola paiono corrette, ha detto il giusto e ha evitato di “appropriarsi” dell’esito referendario. Credo che comunque le questioni legate al rapporto tra SEL e PD siano piene di nodi e contraddizioni che attendono di essere sciolte. Adesso, sembra, dal punto di vista della resa mediatica, che Vendola tiri le castagne dal fuoco del PD, che lasciato a sé stesso, avrebbe verosimilmente perso le elezioni sia a Milano, ma soprattutto a Napoli. Salvo poi assistere alla messa in scena in cui appare che sia il PD l’attore principale del cambiamento, mentre si limita a cavalcare l’onda. Comunque, sarebbe ora, sulla base del risultato referendario, di continuare a sostenere che l’elettorato italiano, abbia il moderatismo nel suo DNA, ragion per cui altri spazi per politiche diverse non sono consentite. Invece, sarebbe questo il momento per alzare il tiro, perché tutta la sinistra, con fermezza, proponga una “patrimoniale” seria in ambito fiscale, abolisca, o proponga di abrogare tutte le leggi sulla “flessibilità” nei rapporti di lavoro, invertendo la tendenza alla distribuzione iniqua delle risorse del paese, per cui chi ha di più ha sempre più risorse, mentre l’esatto contrario avviene sul versante opposto delle gerarchie sociali. Se la sinistra non ha il coraggio di affrontare “di petto” questi temi, con il contorno di una soluzione radicale del conflitto di interesse berlusconiano, questa vittoria referendaria resterà un potenziale politico di enorme portata, che tuttavia rischia di non realizzare nulla sul piano più strettamente politico.
mercoledì 1 giugno 2011
La religione e Padre Pio
Mi capita di discutere su fb di questioni religiose, e segnatamente una relativa a padre pio. Il problema è che se parlo male anche con asprezza di padre pio, si sentono offesi come persone fisiche, coloro che sono credenti. Ora se si vuol discutere seriamente di religione, mi dichiaro subito sconfitto, per stanchezza. Ho servito messa da bambino fino ai 18 anni circa, ho militato in azione cattolica molto primae più a lungo che in qualsisi altra organizzazione di qualsisasi altro genere. Sono diventato ateo dopo riflessioni e crisi esistenziali molto "vissute", e aver letto i vangeli, parte della bibbia, e autori vari, che nemmeno riesco a ricordare, da Donini a, ovviamente a Marx, Feurbach, ho seguto corsi specifici, e approfondito il pensiero, nel merito di diversi autori, da Freud a Nietzsche, da sant'Agostino e san Tommaso, (costui perfino nell'originale latino: dixit stultus in corde suo..) ai numeri di Micromega, e ne tralascio i meno famosi che pure non rcordo al momento; conosco la storia della chiesa cattolica, intrisa di falsi, manomissioni,a partire dai testi evangelici, senza tener conto della storia del papato, davvero esaustiva di ognio argomento teologico. Ragion per cui sono stanco solo che, all'occorrenza, trovo strumentale il vittimismo di quei credenti, che in mancanza di argomenti rivendicano la libertà religiosa che nessuno contesta, e mostrano di essere offesi sul piano personale, anche se non ve n'è motivo. Detto questo, sul piano umano, a Bari, nel percorso di studi e poi di lavoro, sono sempre stato più in sintonia con i cattolici, e neppure tanto a sinistra che, con i "compagni", con cui invece ho avuto liti anche drammatiche sul piano personale e lavorativo. Solo che non ho cambitato idea sulle questioni generali. Ho sempre rispettato le persone pur criticando radicalmentre le idee. Chi mi conosce e ha lavorato con me lo sa bene.Tra i miei amici più vicini i compagni sono in netta minoranza, frequento più piacevolmente coloro che non lo sono. Per cui chiedo di non ricorrere con me al ripiego dell' offesa personale, anche se gli spazi degli scambi di opinioni sui Fb sono limitati e mi capita di esprimermi in modo poco compiuto, ma senza mai offedendere le singole persone.
martedì 31 maggio 2011
Le elezioni amministrative e la nostra indipendenza
A risultato acquisito della recente tornata di elezioni amministrative, credo che tutti, ma dico proprio tutti, possano trarre un sospiro di sollievo, comunque abbiano votato. Si è definitivamente archiviato il capitolo della legittimazione quasi “antropologica” del berlusconismo, che danneggiava davvero tutti. Per carità i problemi politici, e non solo quelli, sono tutti lì che abbisognano di soluzioni, per quanto parziali, per evitare una ulteriore drammatizzazione, atteso che il dramma è fortemente presente nelle vicende dei singoli, che vittime del deteriorarsi della situazione economica e occupazionale, vivono disagi di varia entità sino al suicidio. Solo che questi drammi sono ancora confinati nella vita dei singoli, non sono ancora vissuti collegialmente come dramma di una intera collettività, ma su questo dovrò tornarci. Intanto la figura di Berlusconi, sul piano psicopolitico, (se mi è consentito il neologismo) viene fortemente ridimensionata. Il che non è poco. Perché poi il tutto si traduca in svolta di governo effettiva, non gattopardesca, è cosa tutta a vedere ed è un processo ancora in salita. Si è all’inizio e non certo alla conclusione di un tale processo il cui esito è tutt’altro che scontato, ma va costruito. Così come è stato costruito questo momento di svolta. Senza la “resistenza” di chi in questo periodo buio ha lavorato sul proprio posto senza cedere a ogni avversità, questo risultato elettorale non sarebbe stato possibile. Certo Vendola in testa, perché va detto, senza di lui il sistema politico sarebbe rimasto bloccato intorno alla falsa alternativa tra Berlusconi e la parte dominante del gruppo dirigente del PD con D’Alema e Veltroni in testa che alla stregua dei fratelli ladri che di giorno litigano e di notte spartiscono il bottino. Non solo non sarebbe stata possibile la candidatura di Pisapia a Milano, ma il clima di “sdoganamento politico” della base elettorale della sinistra nei confronti della direzione del PD, alla fine ha giovato anche a De Magistris, su cui credo che Sel abbia commesso un errore iniziale come ammesso dallo stesso Vendola. Va detto che questo risultato e inseguito da Di Pietro, da più lungo tempo, ma senza nessun esito apprezzabile. Tornando al quadro generale, va ribadito che la collusione tra i gruppi del PD che si riferiscono a D’Alema e Veltroni è del tutto evidente, per coglierla sino in fondo, serve guardare ai mezzi di informazione con più rigore critico e meno soggezione della loro potenza. Ma senza i Santoro, il popolo Viola, i giudici che non si fanno intimidire, i metalmeccanici della Fiom, senza Micromega, ma anche il quotidiano “La Repubblica” per citare il più importante, insieme ad altri a partire da “Il Fatto Quotidiano” , Gad Lerner e il suo “Infedele” credo abbiano contribuito a che non si portasse a compimento il controllo di regime, fino alla fagocitazione proprietaria di tutti i mezzi di informazione, alla legittimazione di qualsiasi reato commesso da Berlusconi. Questa tendenza al controllo totale, già in via di esaurimento, credo che dopo questa batosta, non avrà un seguito apprezzabile. Nessuno dei commentatori più importanti ha accentuato giustamente un aspetto della questione, ma su questo blognon viso motivi di opportunità per non rimarcare che Berlusconi ha chiesto un “giudizio del popolo” anche sui suoi problemi penali e sul suo contenzioso civile con De Benedetti. La risposta è stata tale da non più consentirgli la consueta risposta, per cui egli, in quanto eletto dal popolo, ha in tasca una sorta di immunità totale e permanente, per cui solo le toghe rosse rifiutavano di prendere atto, in quanto nemici del popolo per loro statuto. Dovrà abbassare la testa e moderare i toni. Del resto in questa campagna elettorale, credo che la scena più significativa, sia stata quella andata in onda al G8, quando Berlusconi, ha “estorto” un colloquio privato, a Obama che è stata osservata da tutti, e lì Berlusconi si lamentava con Obama dei giudici Italiani, come se Obama stesso fosse una suprema istanza di appello. Ovviamente Obama è stato fermo, e tuttavia questo episodio, non va messo in conto all’ “impazzimento” di Berlusconi, a mio parere, ma alla reale situazione di sudditanza dell’Italia nei confronti degli Usa. Su questo ho già detto in altri post, che mi risultano i meno contattati. Eppure su questi problemi la riflessione va tenuta aperta, altrimenti non si riuscirà a trovare una spiegazione logica e coerente a tanti avvenimenti, a partire da quelli militari “bipartisan”, per cui si va a bombardare i propri vicini, con la semplicità con cui li si invita ad un rinfresco.
sabato 21 maggio 2011
Giuliano Pisapia, l’arresto di Strauss Kahn e il fallimento della Grecia.
Che abbia provato un senso di liberazione, all’esito del primo turno delle elezioni amministrative a Milano è indubbio. La mia contentezza era dovuta comunque a due fattori che hanno solo un valore di risulta. Perché il fatto in sé per quanto di grossa rilevanza è un fatto legato ad una competizione amministrativa. Per me tra la Moratti e Pisapia non c’è confronto possibile. Pisapia appartiene alla categoria dei politici veri di lungo corso, delle persone capaci di esprimere valori e battaglie politiche combattute in prima persona, la Moratti, invece credo appartenga ad un’altra categoria di persone di cui ho già detto nel post precedente. Detto questo la prima importante considerazione che tutti hanno giustamente fatto è che la macchina propagandistica di Berlusconi perde colpi. Ormai, ha perso l’alea di onnipotenza, e questo è una grande cosa ma non è la soluzione del problema delle politiche di governo che stanno massacrando il tessuto economico e sociale e culturale del nostro paese, e non solo del nostro. Tra gli argomenti in cronaca vi è l’arresto, la successiva liberazione, sempre comunque con l’incriminazione assai grave di aver violentato una cameriera in albergo, del primo responsabile del Fondo Monetario Internazionale. I giornali hanno messo in relazione le dimissioni dall’incarico di Strauss Kahn dal FMI con la questione del debito della Grecia. Ora succede che gruppi speculativi privati, acquistano titoli di stato di diverse nazioni, in questo caso della Grecia, ma evidentemente non solo di essa, e dettano le politiche dei governi coinvolti con l’alibi della necessità di onorare il debito. Solo che la crisi economica degli stati è legata alle politiche liberiste dei governi, che tassano i lavoratori e consentono, e non solo attraverso le politiche fiscali, un accumulo di capitali spaventoso di questi gruppi che poi si consentono di acquistate grandi quantità di titoli di stato, condizionandone la politica. Così si chiude il circolo vizioso del cane che si morde la coda. Il superamento di questa condizione è un presupposto indispensabile per il superamento di questa crisi, solo che la sinistra non è attrezzata. Oggi la sinistra è sostanzialmente quella che si riconosce in Obama, che da presidente Usa è il principale presidio degli interessi di questi gruppi finanziari. Non è un caso che Strauss Kahn, oltre a essere il presidente del Fondo Monetario Internazionale, sarebbe stato anche il candidato socialista alle prossime presidenziali francesi. Il sospetto che sia stato vittima di una macchinazione non pare infondato. Credo che sarebbe stato felice di risarcire la vittima del supposto stupro, evitando la denuncia, e avendone sicuramente i mezzi; e se ciò non gli è stato possibile, è perché probabilmente ci sono altri interessi. Con questo non voglio esprimere nessun pregiudizio nei confronti della donna che lo ha denunciato, infatti potrebbe averlo fatto per una questione di principio. Questa ipotesi non può essere esclusa a priori, tuttavia i fatti di tutti i giorni ci dicono che gli scontri di principio tra cameriere e i presidenti di FMI sono scontri impari di fronte alle istituzioni. Comunque non sposo pregiudizialmente nessuna ipotesi. Il fatto è che sono i gruppi finanziari che determinano le politiche degli stati; e questo e cronaca di questi giorni, e non l’esito di analisi politiche sofisticate, ma costoro non li elegge nessuno. Ecco perché l’entusiasmo per la vittoria di Pisapia va temperato dalla consapevolezza che, in definitiva cambierà poco, sul piano politico generale. Spero, anzi sono sicuro, che se vincesse al ballottaggio, cambiare in meglio la gestione del comune di Milano, che poi non è cosa trascurabile.
martedì 17 maggio 2011
Letizia Moratti
All’indomani di questo primo turno di elezioni amministrative, che vede la clamorosa sconfitta politica, prima ancora che amministrativa del cento-destra a Milano, mi viene riflettere su una questione di costume e di politica di questi anni. Letizia Moratti, credo sia un prototipo di personaggi politici di questa seconda repubblica. Persona sicuramente limitata, oserei dire perfino scialba e priva di qualsiasi pregio al di fuori del cognome. E’ perfino ostentata la sua incapacità a decidere alcunché in prima persona. Appare malata di narcisismo, per cui le basta apparire, indifferente ai problemi reali, perfino ricca e priva di arrivismo, essendo già stata ministro. Lascia decidere altri, e in questa sfortunata campagna elettorale, ha consentito a Berlusconi di annullarla, come se il quesito elettorale non la riguardasse. Ha detto in giro poche scempiaggini predisposte da altri, è incappata in un momento di risveglio dell’elettorato milanese, e in un avversario bravo come Pisapia. Tuttavia si è lasciata prevaricare dal suo padrone, senza nessun senso di dignità personale. E, come spesso accade, è stata ripagata con disprezzo liquidatorio proprio dalla stampa asservita, come lei al suo stesso padrone, quando è, ipoteticamente, ancora in corsa per la poltrona di sindaco. Come in un incontro di box, quando l’allenatore getta la spugna per far cessare l’incontro al suo pugile suonato. Peccato che nelle elezioni amministrative, bisogna andare al ballottaggio. E fanno andare la Letizia, con spintoni e insulti tali da annullare (sempre in ipotesi) le possibilità di una ripresa al secondo turno. E questo per coprire le vergogne di Berlusconi, che è stato il vero artefice del disastro milanese (per il centrodestra). Letizia Moratti, mi ripeto è persona ricca di suo, non ha dovuto prostituirsi, (non ha neppure un fisico adatto) come altre servette del suo steso padrone. Ben le sta. Questa vicenda credo abbia un valore simbolico notevole, perché dice tutto del livello cui è abbassata la “politica normale” al di fuori cioè degli scandali crepuscolari del regime. Ora c’è stata finalmente una reazione a tutto questo, ma perché ci sono voluti tanti anni per far dissolvere l’aureola di potenza che ha accompagnato sino a ieri Silvio Berlusconi ?. E quanto a Letizia, se magari, presa da un sussulto improbabile di dignità, lasciasse davvero cadere la spugna, allora si che meriterebbe la considerazione dovuta ad una persona che è stata il sindaco di Milano. Il problema è che non basta sconfiggerla in una competizione elettorale, bisogna ridicolizzarla, non per un problema che attiene la persona di Letizia Moratti, ma per tutta quella categoria di politici che rapresenta che hanno ammorbato l'aria, e che spero, levino definitivamente il disturbo dopo queste elelzioni.
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